L'efficacia della pagaiata : meccanica e biomeccanica della canoa
( Bibliografia : da elaborato del Prof. Marco Guazzini )
Sull'argomento della tecnica sono sempre esistite divergenze fra allenatori. Aggiungerei che ancora di più sono esistite divergenze tra le diverse discipline della canoa. Questo l'ho potuto riscontrare tra lo slalom e la discesa, tra lo slalom e la canoa polo, tra l'olimpica e la discesa...
Conflitti in parte sicuramente generati dal diverso ambiente nel quale si mette in pratica il gesto tecnico della pagaiata con variabili esterne differenti in ogni specialità ma anche e soprattutto da una non approfondita conoscenza delle leggi fisiche che spiegano l'argomento.Gli aspetti tecnici di maggior dibattito nel settore dell'olimpica, ma che per molti aspetti possono essere rapportati anche alle altre discipline, sono : la lunghezza della propulsione ( grado estensione braccio in attacco e/o punto di estrazione della pala); dinamica della spinta delle gambe ( uniformità e sincronia con passata in acqua);azione e traiettoria del braccio alto ( verticalità,incrocio); qualità torsione; dinamica del colpo in termini di continuità della propulsione.
Ma parliamo ora dell'efficacia propulsiva. L'efficacia è la capacità di produrre l'effetto voluto in rapporto alla convenienza. Nella canoa non esiste un modelo universale di tecnica ma tante individualizzazioni (ancora di più in ambito canoa fluviale e polo) dovute a fattori strutturali dell'atleta, mentali, funzionali e a diversi livelli di apprendimento della tacnica e della sensibilità ( o come molti oggi dicono "grip" ) della pagaiata. alcuni parametri di efficacia , come l'economicità del gesto, ricorrono secondo studi delProf. Guazzini in molti atleti di alto livello nell'olimpica. Questo perchè economicità = minor resistenza idrodinamica e maggior efficacia propulsiva.L'efficacia propulsiva si può ottenere agendo su tre fattori: fisiologico ( ottimizzando coordinazione intra e intermuscolare ) , biochimico ( ottimizzando e rendendo più specifiche le reazioni chimiche ) e biomeccanico ( ottimizzando la tecnica ).
Da qui facciamo una breve digressione sulla velocità di una canoa che è costituita , in acqua piatta, da continue accelerazioni e decelerazioni a seconda che la forza espressa dalla pagaia in acqua sia maggiore della resistenza della canoa , quindi nella fase propulsiva , o minore della resitenza dell'acqua allo scivolamento della canoa, nella fase aerea.
Riguardo l'efficacia della pagaiata in acqua si può dire che se la rapidità del gesto in acqua è maggiore della velocità della canoa ( creando un gran movimento d'acqua nella direzione opposta all'imbarcazione) , la pala si muove velocemente in acqua ma peggiorano le condizioni per spingere avanti la stessa poichè la pala è come se slittasse. Se invece la pala " si muove poco" permette di agganciarsi e tirarsi avanti. Ovviamente in questo secondo caso, se la canoa si muove lentamente o non è abbastanza veloce , tenere la pagaia "ferma" fa diminuire di molto la frequenza dei colpi. Per questo, segno evidente è la partenza di una canoa da ferma. La pagaia arretra visibilmente , alzando acqua ! Cosa da evitare una volta che la canoa è in velocità.
Passiamo alla forma delle pagaie che incide notevolmente sull'andamento della pagaiata:
- Pagaia tradizionale: nella fase di immersione della pagaia in acqua se la pala ha una forma adeguata( una giusta inclinazione della pala rispetto al manico), entrando in acqua senza spruzzi ( filetti fluidi che nn si attaccano alla pala ) avremmo un carico progressivamente crescente; nella fase propulsiva inizia l'arretramento della pala con formazione di pressione sulla faccia della pala stessa e di depressione , con vortici d'acqua, sul dorso. Si ha un a prima fase di "instabilità" nella pagaiata dovuta alla indecisione dell'acqua sul verso da prendere rispetto alla zona centrale della faccia della pala. Per questo spesso troviamo sulla faccia della pala dei deflettori centrali, per far uscire l'acqua in maniera simile a destra e sinistra della pala stessa. Dopo questa fase instabile, il carico si mantiene costante per poi finire in una zona di propulsione sempre meno positiva definita di "estrazione"; nella fase di estrazione il moto della pala è sempre più "verticale" e meno "orizzontale " causando decellerazione della canoa in avanti e causando movimento o sforzo del braccio c he non partecipa alla propulsione.
- Pagaia elicoidale: svolgono il loro compito in maniera totalmente diversa rispetto alle pagaie tradizionali: nella fase di immersione non presenta differenze sostanziali dalla pala "tradizionale", se non per la forma più razionale della pala stessa che permette una più facile entrata in acqua con assenza spruzzi e più veloce crescita del carico ( e sensazione di grip della pala in acqua); nella fase propulsiva la pala che viene tirata essendo asimmetrica rispetto al manico si dispone già automaticamente in fase "alare", descrivendo traettoria divergente rispetto al Kayak ma con grossa componente di forza.La pala non arretra ma si allarga con contemporanearotazione su un punto fisso che coincide con punto della superficie dell'acqua. Nella fase di estrazione tutto questo porta a una situazione di vantaggio con minore resistenza all'estrazione vera e propria della pala.
I vantaggi dell'elicoidale sono quelli di un maggiore rendimento , con una propulsione in acqua molto più fluida e continua, minori cadute di velocità nelle fasi transitorie .
Da un punto di vista meccanico sarebbe efficace una pagaiata il più possibile continua e senza interruzioni fra fasi in acqua ma dal punto di vista biomeccanico questo non è possibile per presenza di due lati propulsione e conseguente fase di cambio ( fase aerea) durante la quale il braccio di spinta recupera la lunghezza efficace ( con rilassamento muscoli di trazione della pagaiata ). I fattori che permettono di mantenere la velocità della canoa il più possibile invariata sono : la forza applicabile, la lunghezza del colpo, la frequenza del colpo, la pagaia che entra velocemente in pressione e uno svincolo veloce, uno scafo che presenti una bassa resistenza all'avanzamento. Varia ovviamente da atleta ad atleta in base a capacità muscolari, misure antropometriche, ecc. e deve essere ottimizzato con l'allenamento .
Per quanto riguarda la traiettoria della pala dipende dalla forma della pala in acqua e in particolar modo dalla forma del ricciolo. Se ilo ricciolo sarà più grande, l'effetto portante della stessa sarà maggiore e la pala tenderà ad allargarsi. Può essere una buona soluzione utilizzare una pala che riesca ad avere una traiettoria parallela all'onda di scia.
In conclusione il raggiungimento di elevate prestazioni è il risultato di vari fattori tra cui: l'allenamento condizionale e una tecnica ottimale con alla base di quest'ultima ( oltre efficacie trasmissione della forza con spinta di gambe decisa data da catena cinetica che inizia con spinta del piede, passa attraverso bacino , spalle e braccio ) , una ottima sensibilità dell'atleta data dall'obbiettivo principale di recuperare durante la fase aerea rilasciando i muscoli principali della pagaiata e dalla capacità di grip/messa in pressione della pala.